Sono lieto di scrivere per Baricentro, il seguente articolo è il primo in
assoluto che scrivo spero che possiate trovare interessanti e utili queste
righe. Ci tengo a precisare che le fotografie e le riprese video con
aeromodelli, sono consigliate a chi è abile nel preparare al volo gli
aeromodelli e in più, riesce a pilotarli con estrema disinvoltura. Per chi
invece è ancora agli inizi suggerisco la massima cautela e di consolidare prima
le abilità appena elencate. La ripresa aerea è regolamentata dalla seguente
legge, so che ciò interessa a pochi ma invito a leggerla con attenzione :
www.fog.it/legislaz/dpr-00-0367.htm . Quello che segue è la descrizione di
come affronto l'aeromodellismo nel campo delle riprese, descriverò le esperienze
più significative, cercando di trattare in modo più tecnico possibile per quella
che è la mia modestissima preparazione. In ogni caso come riferimento potete
visitare il seguente sito web:
www.openflight.it.
Perdonatemi se non entro troppo in certi dettagli tecnici, mi riferisco a marche
e descrizione dei prodotti. In questo articolo parlerò del primo volo fatto con
termocamera, per quello che mi risulta, posso dire di essere stato il primo
aeromodellista ad aver portato in volo una termocamera (picasaweb.google.it/fausto.giudice/Termocamere)

Se per caso trovate qualcosa di simile prima del Febbraio 2007, contattatemi
pure, son pronto ad eliminare questo primato di cui mi vanto. Nel prossimo
articolo presenterò la preparazione al volo sopra i crateri dell'Etna, posso
dire, anche in questo caso, di essere stato il primo aeromodellista ad aver
sorvolato i crateri centrali dell'Etna, fotografandoli a circa 4000 metri di
quota:

Anche in questo caso, se vi dovesse capitare qualche foto scattata da
aeromodelli, che riguarda i crateri centrali dell'Etna, prima dell' Ottobre
2007, contattatemi e cancellerò pure questa, così mi tolgo il pensiero!
Presenterò successivamente i lavori di costruzione di un grosso aliante da
ripresa, i lavori di monitoraggio ambientale estesi in grandi aree ecc.
Una piattaforma di ripresa aerea può essere realizzata modificando il proprio
aeromodello, oppure acquistando un velivolo appositamente per il ruolo; in ogni
caso occorre avere cognizione dei pregi e dei difetti del proprio velivolo, in
modo da utilizzarlo in situazioni e ambienti idonei alle sue caratteristiche,
per esempio in mare aperto un velivolo idoneo potrebbe essere l'idrovolante! Se
invece avete intenzione di fare foto aeree nei campi volo, allora andrà bene
qualunque tipo di velivolo. Ho potuto constatare in questi anni, che gli alianti
sono piuttosto versatili, essi sono in grado di operare in svariate situazioni
ambientali, senza tanti problemi. Questa loro versatilità sta nel fatto che
riescono a planare in aria, senza l'ausilio di un motore. Gli alianti sono stati
concepiti per volare senza motore, sfruttando fondamentalmente due fenomeni
naturali: le dinamiche e le termiche. Le prime si sviluppano in prossimità dei
rilievi montuosi, esse si sviluppano grazie al cambio di direzione del vento che
da un movimento orizzontale passa ad uno spostamento verso l'alto, in seguito
all'urto con un monte o un promontorio, generando una spinta proporzionale
all'intensità del vento e dell'inclinazione del fianco del monte. Altra
opportunità di volo senza motore è data dalle termiche, esse son fenomeni di
riflessione del calore emesso dalla superficie terrestre in prossimità di
particolari condizioni. Si tratta di colonne di aria calda che salgono verso
l'alto e che si rivelano attraverso delle nubi di vapore acqueo che vengono
portate su in alto. Non sempre però si sviluppa la nube sopra la termica, in
questi casi l'unico modo per avvertire la sua presenza è volarci dentro, oppure
osservando qualche rapace volteggiare nella stessa area senza mai battere le
ali. I rapaci sono ritenuti grandi maestri del volo veleggiato, per loro natura
posseggono una muscolatura alare rivolta ad attacchi brevi e fulminei, ma sono
dotati di poca resistenza; per questo hanno dovuto imparare a veleggiare meglio
di altri volatili, in modo da stare in aria a lungo senza battere ali. Il mio
primo aliante R/C da ripresa è stato il Condor Voodoo, non per caso il suo nome
deriva da un noto avvoltoio Sud Americano. In generale tutti gli avvoltoi hanno
muscoli pettorali poco sviluppati, provando a paragonare un aquila con un
qualunque avvoltoio si nota come l'aquila presenta un petto molto muscoloso
mentre l'avvoltoio un petto quasi arretrato, la stessa differenza che c'è tra un
giovane palestrato e un vecchietto fuori allenamento! Per questo motivo gli
avvoltoi hanno dovuto imparare a veleggiare meglio di qualunque altro rapace. Il
grande Angelo D'Arrigo aveva capito che le ali dei Condor meritavano di essere
studiate più a fondo, per capire quale fosse il segreto della loro grande
efficienza, anche in alta quota dove l'aria è più rarefatta. Infatti l'ala del
suo ultimo deltaplano, fu progettata in avanzati laboratori di ricerca, partendo
da un modello che riproduceva le ali dei condor.