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Volo con termocamera

Autore: Fausto Giudice, home-page
Data: 17-Set-2008 Viste: 749
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Sono lieto di scrivere per Baricentro, il seguente articolo è il primo in assoluto che scrivo spero che possiate trovare interessanti e utili queste righe. Ci tengo a precisare che le fotografie e le riprese video con aeromodelli, sono consigliate a chi è abile nel preparare al volo gli aeromodelli e in più, riesce a pilotarli con estrema disinvoltura. Per chi invece è ancora agli inizi suggerisco la massima cautela e di consolidare prima le abilità appena elencate. La ripresa aerea è regolamentata dalla seguente legge, so che ciò interessa a pochi ma invito a leggerla con attenzione : www.fog.it/legislaz/dpr-00-0367.htm . Quello che segue è la descrizione di come affronto l'aeromodellismo nel campo delle riprese, descriverò le esperienze più significative, cercando di trattare in modo più tecnico possibile per quella che è la mia modestissima preparazione. In ogni caso come riferimento potete visitare il seguente sito web: www.openflight.it. Perdonatemi se non entro troppo in certi dettagli tecnici, mi riferisco a marche e descrizione dei prodotti. In questo articolo parlerò del primo volo fatto con termocamera, per quello che mi risulta, posso dire di essere stato il primo aeromodellista ad aver portato in volo una termocamera (picasaweb.google.it/fausto.giudice/Termocamere)

Se per caso trovate qualcosa di simile prima del Febbraio 2007, contattatemi pure, son pronto ad eliminare questo primato di cui mi vanto. Nel prossimo articolo presenterò la preparazione al volo sopra i crateri dell'Etna, posso dire, anche in questo caso, di essere stato il primo aeromodellista ad aver sorvolato i crateri centrali dell'Etna, fotografandoli a circa 4000 metri di quota:

Anche in questo caso, se vi dovesse capitare qualche foto scattata da aeromodelli, che riguarda i crateri centrali dell'Etna, prima dell' Ottobre 2007, contattatemi  e cancellerò pure questa, così  mi tolgo il pensiero! Presenterò successivamente i lavori di costruzione di un grosso aliante da ripresa, i lavori di monitoraggio ambientale estesi in grandi aree ecc.

Una piattaforma di ripresa aerea può essere realizzata modificando il proprio aeromodello, oppure acquistando un velivolo appositamente per il ruolo; in ogni caso occorre avere cognizione dei pregi e dei difetti del proprio velivolo, in modo da utilizzarlo in situazioni e ambienti idonei alle sue caratteristiche, per esempio in mare aperto un velivolo idoneo potrebbe essere l'idrovolante! Se invece avete intenzione di fare foto aeree nei campi volo, allora andrà bene qualunque tipo di velivolo. Ho potuto constatare in questi anni, che gli alianti sono piuttosto versatili, essi sono in grado di operare in svariate situazioni ambientali, senza tanti problemi. Questa loro versatilità sta nel fatto che riescono a planare in aria, senza l'ausilio di un motore. Gli alianti sono stati concepiti per volare senza motore, sfruttando fondamentalmente due fenomeni naturali: le dinamiche e le termiche. Le prime si sviluppano in prossimità dei rilievi montuosi, esse si sviluppano grazie al cambio di direzione del vento che da un movimento orizzontale passa ad uno spostamento verso l'alto, in seguito all'urto con un monte o un promontorio, generando una spinta proporzionale all'intensità del vento e dell'inclinazione del fianco del monte. Altra opportunità di volo senza motore è data dalle termiche, esse son fenomeni di riflessione del calore emesso dalla superficie terrestre in prossimità di particolari condizioni. Si tratta di colonne di aria calda che salgono verso l'alto e che si rivelano attraverso delle nubi di vapore acqueo che vengono portate su in alto. Non sempre però si sviluppa la nube sopra la termica, in questi casi l'unico modo per avvertire la sua presenza è volarci dentro, oppure osservando qualche rapace volteggiare nella stessa area senza mai battere le ali. I rapaci sono ritenuti grandi maestri del volo veleggiato, per loro natura posseggono una muscolatura alare rivolta ad attacchi brevi e fulminei, ma sono dotati di poca resistenza; per questo hanno dovuto imparare a veleggiare meglio di altri volatili, in modo da stare in aria a lungo senza battere ali. Il mio primo aliante R/C da ripresa è stato il Condor Voodoo, non per caso il suo nome deriva da un noto avvoltoio Sud Americano. In generale tutti gli avvoltoi hanno muscoli pettorali poco sviluppati, provando a paragonare un aquila con un qualunque avvoltoio si nota come l'aquila presenta un petto molto muscoloso mentre l'avvoltoio un petto quasi arretrato, la stessa differenza che c'è tra un giovane palestrato e un vecchietto fuori allenamento!  Per questo motivo gli avvoltoi hanno dovuto imparare a veleggiare meglio di qualunque altro rapace. Il grande Angelo D'Arrigo aveva capito che le ali dei Condor meritavano di essere studiate più a fondo, per capire quale fosse il segreto della loro grande efficienza, anche in alta quota dove l'aria è più rarefatta. Infatti l'ala del suo ultimo deltaplano, fu progettata in avanzati laboratori di ricerca, partendo da un modello che riproduceva le ali dei condor.


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